Bea Paolo

Località Cerrete, 8
06036 Montefalco PG

Tel: +39 0742 378128 Fax: +39 0742 265204
info@paolobea.com
http://www.paolobea.com

Umbria Montefalco Sagrantino

Anno Fondazione: 1973
Superfice Coltivata: 13 Ha
Altitudine mt.slm: 400/450
Bottiglie per anno: 55.000

La storia dell’azienda in breve

L’azienda Agricola PAOLO BEA si trova in Umbria, nel cuore del territorio comunale di Montefalco, in provincia di Perugia. L’Azienda a conduzione familiare, operante nel settore vitivinicolo e olivicolo, nasce amministrativamente nel 1973, a seguito dell’introduzione di nuove normative nazionali, ma di fatto esistente da tempo quale attività vitivinicola ed agricola di antiche e tramandate conoscenze familiari, che può affermare senza esitazione di avere origini a partire dal 1500. La sua esistenza è documentata a partire dal secolo XVIII, epoca cui risale il documento di cessione di un terreno “Pergolato” da parte di Paolo di Francesco Antonio Bea al Monastero di Santa Chiara; alla data 18 luglio 1790, riportata su tale documento, si fa tradizionalmente risalire la fondazione dell’azienda.

La parola al viticoltore

“… La conoscenza della vita che agisce in silenzio sul terreno, sia in superficie che nella sua profondità, rappresenta un affascinante mistero in gran parte a noi sconosciuto. Ciò che intendiamo mantenere, con la nostra attenzione che si incentra nell’escludere l’uso di preparati con chimica di sintesi e lavorazioni del terreno invasive, è mantenere la naturale fertilità e identità d’origine di questa meravigliosa sorgente di vita.

Mantenere vivo e differenziato l’ambiente in cui la vite vive, senza costrizioni e pressioni, lasciandogli la libertà di soddisfare la necessità della luce in alto con i suoi tralci e dell’energia in profondità con le sue radici; crescere in libertà ed equilibrio con il contesto circostante ed esprimere il terroir d’origine.

Lavorare in vigna con il silenzioso concertare della natura nei suoni dei suoi insetti, nel canto dei suoi uccelli, nel fruscio delle foglie, nelle carezze della brezza mattutina, come del caldo e del freddo, mai infastidisce da spingerti a fuggire; semmai genera amore e gratitudine, mai rabbia.

La vite richiede la vicinanza della mano dell’uomo, senza la quale non riuscirebbe a donarci il suo migliore frutto, l’uva; rimarrebbe liana.

Il compito che a noi spetta è quello di ascoltare, osservare, comprendere per poi assistere i processi che la natura genera, mai dominare.

Il nostro quotidiano sforzo è quello di ricercare il miglior equilibrio tra l’azione dell’uomo e i cicli della natura”.

 

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