Un’idea comune

Necessità, per i produttori Naturali, di andare oltre le differenze individuali e delle varie associazioni per promuovere un’idea comune che renda più unitaria, chiara e quindi forte la loro identità.

2 commenti

  • GRinaldi

    un saluto a chi legge, da marta!

    qui sul blog pensavo di trovare un area di discussione a riguardo dell “esodo” di un certo numero di produttori al vinitaly

    non trovandolo, scrivo qui!

    per prima cosa considerero inopportuno, spiacevole e davvero distruttivo l’atteggiamento che alcuni vignaioli stanno tenendo, ed ossia di dare in pasto al giornalismo del vino le personali considerazioni , e i perchè, della scelta sulla propria partecipazione a quella, o altra fiera.

    d’altro canto ritengo sia necessario che il nostro consorzio, con una sola voce che rappresenti un’idea comune, ribatta pubblicamente alla lettera di Ferrua e altri, dai pietosi contenuti.

    da ciò che abbiamo letto su quel documento e dall’atteggiamento di tanti produttori, traspare in modo inequivocabile che le tanto sbandierate identità ed etiche comuni, sono state purtroppo parole al vento.

    rincarerei la dose a coloro che scrivono ed esortano “un nuovo percorso che parta dalla base”, ribattendo che prima di sminuire e calpestare un già realizzato cammino del quale preziosi frutti son stati comunque raccolti, avrebbero dovuto investire le loro energie ed idee nella progettualità già intrapresa.

    elementi ulteriormente disgreganti non faranno che nuocere a tutti.
    e un mea culpa, sempre a parer mio, andrebbe fatto per non aver perseguito con ancor più decisione il tentativo di riunire i vignaioli di cerea e villa favorita, per lo meno in un unico spazio, con tutte i positivi risvolti del caso.

    detto questo, ciò che accade credo vada considerato come un punto di rottura in un gruppo fin ora apparentemente compatto.

    tendere la mano all’ente fiera di verona sotto il cappello della naturalità, è stridente ambiguo e paradossale.
    credo sia un brutto passo falso, che forse avrà ripercussioni negative su quanto (faticosamente) creato.

    in ultimo, a dimostrazione della nostra serietà e coerenza:
    che si continui a fare la manifestazione “principale”, anche non a cerea, se diventa uno spazio sovradimensionato… in quel periodo o in un altro…che si arricchisca l’attività del gruppo anche fuori della stessa, che si valuti con rigore chi prende parte al nostro percorso.

    un saluto

    marta

  • massavecchia

    cara marta, grazie per il tuo contributo!
    finalmente questo blog potrebbe cominciare a funzionare.
    per il momento non c’è ancora un topic dedicato a quello che sta succedendo in questi giorni, ma penso proprio che a breve provvederemo. nel frattempo questo può andare benissimo.
    quello che tu dici mi trova pienamente d’accordo prima di tutto sulla necessità di aprire un luogo di discussione tra produttori appropriato e cioè lontano dai blog giornalistici. questo sia perchè la questione è seria e le cose dette o scritte in un contesto non appropriato rischiano quantomeno di essere fraintese, sia perchè è nostra responsabilità fare chiarezza(“nostra” inquanto produttori e inquanto facenti parte del consorzio vini veri, una delle parti chiamate in causa da questi avvenimenti). trovo che stare in silenzio a questo punto vuol dire non solo non prendersi le proprie responsabilità, ma anche mettere la testa sotto la sabbia. Vini Veri è un punto di riferimento per i produttori naturali e in quanto tale ha la responsabilità di fare luce sulla propria visione degli avvenimenti di questi giorni.
    quindi, come ha già fatto Augusto in una mail e come ha fatto anche Giampiero in un’altra, io propongo di prendere in mano la situazione e portare la discussione in casa nostra. di fatto lo stiamo già facendo.
    per quello che riguarda la questione in sè, credo che la pensiamo tutti nello stesso modo. io trovo che siano state usate tante parole che tutti condividono come “unificare il movimento” o come “zona neutra” e poi si sia agito nel modo esattamente opposto. ecco perchè:
    . unificare il movimento con solo 111 posti a disposizione, a fronte di più o meno 300 produttori è una contraddizione in termini;
    . soprattutto, il contesto del Vinitaly non è certo una zona neutra: in un periodo in cui tutti i produttori industriali hanno almeno un “ettarino” di vigna in biologico o biodonamico perchè va di moda, la partecipazione di piccoli produttori naturali mi sa molto di specchietto per le allodole, un modo per legittimare l’onda modaiola.
    per questo motivo penso che avere e difendere una manifestazione fatta dai produttori naturali per i produttori naturali sia eticamente l’unica cosa giusta.la location non è importante, ma il contesto è fondamentale. vorrei che rimanessimo liberi.
    grazie e a presto!

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