Giovanna Morganti ha cercato di pensare come una pianta di vite e ha sentito la sofferenza che prova nell’essere piegata e legata e ridotta ad una dimensione sola, piano vegetale bidimensionale in un mondo tridimensionale.

Ha messo in pausa la sua preparazione universitaria e i tecnicismi derivanti da visioni iper-riduzioniste.

Ha ricominciato dall’alberello (con tutte le complicazioni che questo metodo di allevamento implica) per provare a dare libertà ai vegetali, libertà di auto regolarsi, di sentire la forza di gravità, il sole senza la stampella dei tutori.

Foglia Tonda, Colorino, Mammolo, Sangiovese.

Sovescio con leguminose e crucifere a filari alternati, con rotazioni annuali delle varietà per rivitalizzare la terra, cosi ciottolosa e avara, ricca di calcare attivo.

In cantina poi prosegue l’estrazione del territorio con fermentazioni spontanee in piccoli tini da 5q e 7q tronco conici aperti.

Sorvegliati e follati il giusto con uno spino in legno. E quando il cappello delle vinacce riprecipita è il segnale che la fermentazione è finita.

(tratto dal Blog “Gli Amici del Bar 10/04/2012)