Il Libro degli Ospiti di VinoVinoVino 2010
«Il vino? E’ un bene culturale», parola di anarco-enologo
«Non siamo né bio, né non bio – spiega Giampiero Bea, vigneron in quel di Montefalco (Umbria) e presidente di Viniveri – ma dobbiamo iniziare a pensare che il nostro lavoro in difesa non solo del vino naturale ma del territorio, dell’identità delle nostre campagne, è un lavoro di tutela di un bene culturale». E’ la filosofia di Veronelli. E anche di più: «Forse le nostre aziende che si ergono a guardiani dell’equilibrio uomo-natura, a tutori del paesaggio, non sono più da considerarsi competenza del ministero delle Politiche agricole – azzarda Bea – bensì di quello del Beni Culturali. Chi altri deve, infatti, preoccuparsi di sostenere e regolamentare il lavoro di coloro che difendono una vite di 100 anni, un panorama integro, un equilibrio nell’antropizzazione delle campagne?».
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VinoVinoVino è una manifestazione aperta – e molto frequentata – a tutti coloro che non amano le omologazioni (…)
A Cerea arrivano distributori e consumatori che si dichiarano contrari al sistema dei premi, delle guide e dei saloni ufficiali («sul podio finiscono vini a volte immeritevoli»), contrari alle tre multinazionali dei lieviti (usati per vinificare) che appiattiscono i gusti nascondendo il territorio. E a sostegno, invece, «dei contadini, dell’ agricoltura biodinamica e biologica, del rispetto della terra», come ripeteva l’anarco-enologo “Gino”, il Veronelli. Qualcuno li ha definiti «i ribelli del vino», non accettano compromessi.(Luca Zanini su www.corriere.it, 10 aprile 2010)
Io dovrò accontentarmi dell’ultima giornata, sabato, ma se voi potete scegliere, se non siete vincolati, come in fondo lo sono io, a visitare anche il Grand Moloch Enoico, trascorrete più tempo possibile, anche due giorni, tra i 130 produttori naturali, (qui l’elenco dei partecipanti) provenienti da tutta Italia ma anche Francia, Slovenia, Austria, e cercate di trarre profitto, respirando “un’altra idea del vino”, più pura, più vera, più autentica, con più poesia e meno marketing, dal contatto con loro. Magari i loro vini non sempre vi convinceranno, magari ne troverete qualcuno eccessivo, oppure fortissimamente personale, ma non potrete non rimanere contagiati dal contatto vivo con persone, che Baldo definiva “anarcoidi naturalisti”, per le quali il vino continua ad essere una cosa bella e viva, espressione diretta della terra, delle stagioni, delle annate, della fatica contadina, e non un prodotto industriale ripetibile, una wine commodity su cui fare business.
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Insomma, una manifestazione che considero fondamentale per cogliere la sensibilità e la particolarità dei produttori che si definiscono “naturali”
(di Franco Ziliani, 8 aprile 2010, vino alvino.org)
…rassegne dove di vino si ride e si scherza e dove può capitarti, vedi foto sopra, di vedere un bambino, ovviamente il figlio di qualche espositore, aggirarsi con la sua biciclettina tra degustatori e appassionati
(Franco Ziliani, 18 aprile 2010, www.vinoalvino.org)
E’ la fiera del “vino che non ti aspetti”, i terroir più vocati inutile dire che si confermino a pieni voti (con una faccia diversa, più territoriale) …
(www.intravino.it, 10 aprile 2010)
Solo trenta km passata Verona per la manifestazione del Consorzio Viniveri. Nessuno stand con musica ad alto volume, nessuna passerella politica, quantomeno difficile incappare nei soliti sbevazzoni e la certezza di trovare persone che raccontano, con passione assoluta, di cultura e tradizione del mondo-vino.
(www.padalar.it, 10 aprile 2010)
è interessante seguire i progressi di un numero di aziende sempre più congruo e motivato, non è importante se si tratti di aziende biologiche o biodinamiche ma del loro approccio verso il vino e colui che ne sarà fruitore. In fondo è molto più semplice usare fertilizzanti e prodotti chimici per fare un vino tecnicamente perfetto, ma le conseguenze sulla salute e sull’ecosistema non sono più da sottovalutare. Il futuro va in questa direzione: fonti alternative, riciclaggio intelligente, carburanti ecologici, cibi sani ecc. Vino Vino Vino è quindi un’occasione per informarsi, parlare con i produttori, approfondire temi di cui spesso si parla a sproposito, assaggiare vini diversi, imparare a capirli e ad apprezzarli.
(lavinium.com, 24 marzo 2010)
…questo salone in pochi anni è oramai diventato un luogo di culto per Eno-Snob, tipo me, e vetrina delle migliori proposte Italiane. Quest’anno più di un’amico, più di un cliente confessavano che si organizzano almeno una giornata a Cerea.
Condivido in pieno l’entusiasmo di questa bella manifestazione; in queste ore sento per telefono amici vignaioli che sono elettricizzati di energia positiva
(www.iovino.wordpress.com, 2 aprile 2010)
…di fronte al proliferare di etichette ingannevoli, ben vengano incontri di questo tipo, che mettono un poco d’ordine.I produtori presenti praticano la vitivinicoltura biologica, altri biodinamica, altri ancora non si riconoscono in entrambe, ma adottano tecniche non invasive e soprattutto hanno bandito la chimica dai propri vigneti.Il risultato talvolta arriva ad entusiasmare, altre volte a deludere, ma nel complesso s’è a cospetto di un amore infinito per la terra. Che si traduce in numeri limitati di bottiglie, che tuttavia sono riuscite a crearsi un proprio spazio, talvolta a diventare, come si usa dire di recente, di culto.
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finalmente è stata individuata una sede opportuna, anche se lontana; gli ampi spazi della ex fabbrica di fertilizzanti, recuperata con sapienza e buon gusto, hanno permesso d’aggirarsi tra i tavoli degli espositori con facilità ed intrattenersi con loro con calma; l’ambiente, anche se un poco rumoroso vista l’affluenza, ha invogliato la concentrazione e sottolineato l’aspetto professionale.
(aerpicurus.blogspot.com, 9 aprile 2010)
…la prospettiva di conoscere nuove aziende e assaggiare vini biologici e biodinamici di medi, piccoli e piccolissimi produttori ha innescato in me il pilota automatico vitivinicolo. Sono arrivato verso le 10.30, parcheggio trovato in due secondi. Il salone si presentava gia’ pieno di vita. Piccoli banchi d’assaggio, tanti appassionati, ambiente lucente, fresco, ospitale, molto free e produttori ben disposti, (quasi tutti), a fare due chiacchiere col sottoscritto
(Massimo Barbolini, unbicchierealgiorno.blogspot.com, 10 aprile 2010)
Cerea per noi è stata una palestra di vita, per me poi un’occasione per raccontare di noi, delle nostre fatiche, della nostra passione, del nostro mondo.
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Già dal primo giorno l’affluenza è stata davvero buona, al punto che l’unico giorno che siamo andati a mangiare è stato venerdì verso le 14 e 15…, e anche i partecipanti sono stati eterogenei: enotecari, ristoratori, importatori, amanti del vino, blogger, addetti ai lavori, giornalisti e chi più ne ha più ne metta.
In 3 giorni ho assaggiato molto poco di quello che avrei voluto, e mi ritengo fortunata per aver fatto qualche scambio di opinioni ed idee con qualche produttore, però devo dire che mi sono divertita parecchio nell’esser per la prima volta “ dall’altra parte del banchetto”.
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L’adrenalina è sempre stata alle stelle, non abbiamo sentito la fatica mentre eravamo in fiera, poi quando ritornavamo nelle nostre stanze comunque era una fatica densa di gioia, quindi poco sentita.
Venerdì sera c’è stata la proiezione del film/documentario di Vinicio Capossela, “La faccia della terra”: molto bello e ben fatto, con la partecipazione dello stesso Capossela alla cena dei vignaioli che si è tenuta subito dopo.
La cena dei vignaioli è stata spettacolare: finalmente ho avuto l’occasione di degustare qualcosa con calma! (…) cose sempre buonissime ma diverse.
Ogni produttore ha portato i suoi vini, li ha mesi nel tavolo e poi sono iniziate le danze; inutile dire che la sottoscritta ha infiltrato delle bottiglie sul tavolo accanto che han riscosso il giusto successo!
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Ci tengo a dire che abbiamo avuto la fortuna di parlare con dei produttori come noi, e siamo d’accordo di andarli a trovare, perché ho bisogno di confrontarmi con loro e degustare i loro figlioli assieme, con calma. (…)
Ringrazio il gruppo Vini Veri per la possibilità che ci ha dato di farci conoscere attraverso loro, per i bellissimi 3 giorni passati con queste bellissime persone.
(Carolina Gatti “l’enologa”, rabosando.blogspot.com, 13 aprile 2010)
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