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	<title>Commenti per Viniveri</title>
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	<description>Vini Naturali</description>
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		<title>Commenti su VinoVinoVino di VinoVinoVino 2010 &#124; Le pubbliche relazioni del vino</title>
		<link>http://www.viniveri.net/vinovinovino/comment-page-1#comment-275</link>
		<dc:creator>VinoVinoVino 2010 &#124; Le pubbliche relazioni del vino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 16:19:19 +0000</pubDate>
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		<description>[...] VinoVinoVino 2010 è l&#8217;appuntamento annuale promosso dal Consorzio Viniveri e l&#8217;assoc. La Renaissance des Appellations dedicato ai vini bio- Nel comunicato (gentilmente inviatomi da Jacopo Cossater neo-responsabile uff. stampa Consorzio ViniVeri) leggo: &#8220;A VinoVinoVino 2010 protagonista è l&#8217;artigianalità intesa come filosofia alla base di ogni produzione che va oltre le certificazioni di biologico o biodinamico e che intende riportare l&#8217;attenzione al vino quale risultato di un processo generato dall&#8217;amore e dal rispetto per la terra.&#8221;. A VinoVinoVino 2010 sarà possibile assaggiare la produzione di oltre 130 cantine provenienti da tutta Italia ma anche Francia, Slovenia, Austria ed altri. Viniveri è un Consorzio di viticoltori che hanno deciso nel 2004 di unirsi nel nome dell&#8217;amore e del rispetto per la terra e che vede in Teobaldo Cappellano la sua figura di riferimento. La Renaissance des Appellations è un’associazione di vignaioli creata da Nicolas Joly nel 2001. Attualmente raggruppa oltre 160 produttori da tutto il mondo che pensano ed agiscono sul terreno comune dell’agricoltura biodinamica delineata già nel 1924 da Rudolf Steiner. VinoVinoVino è quindi un’occasione per informarsi, per parlare con i produttori, per approfondire temi di cui spesso si parla a sproposito; la biodinamica non è un modo di lavorare ma una filosofia, uno stile di vita. E&#8217; qualcosa che va oltre le attività in vigna e in cantina, ma permea il quotidiano di quanti hanno fatto loro i suoi principi. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] VinoVinoVino 2010 è l&#8217;appuntamento annuale promosso dal Consorzio Viniveri e l&#8217;assoc. La Renaissance des Appellations dedicato ai vini bio- Nel comunicato (gentilmente inviatomi da Jacopo Cossater neo-responsabile uff. stampa Consorzio ViniVeri) leggo: &#8220;A VinoVinoVino 2010 protagonista è l&#8217;artigianalità intesa come filosofia alla base di ogni produzione che va oltre le certificazioni di biologico o biodinamico e che intende riportare l&#8217;attenzione al vino quale risultato di un processo generato dall&#8217;amore e dal rispetto per la terra.&#8221;. A VinoVinoVino 2010 sarà possibile assaggiare la produzione di oltre 130 cantine provenienti da tutta Italia ma anche Francia, Slovenia, Austria ed altri. Viniveri è un Consorzio di viticoltori che hanno deciso nel 2004 di unirsi nel nome dell&#8217;amore e del rispetto per la terra e che vede in Teobaldo Cappellano la sua figura di riferimento. La Renaissance des Appellations è un’associazione di vignaioli creata da Nicolas Joly nel 2001. Attualmente raggruppa oltre 160 produttori da tutto il mondo che pensano ed agiscono sul terreno comune dell’agricoltura biodinamica delineata già nel 1924 da Rudolf Steiner. VinoVinoVino è quindi un’occasione per informarsi, per parlare con i produttori, per approfondire temi di cui spesso si parla a sproposito; la biodinamica non è un modo di lavorare ma una filosofia, uno stile di vita. E&#8217; qualcosa che va oltre le attività in vigna e in cantina, ma permea il quotidiano di quanti hanno fatto loro i suoi principi. [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su VinoVinoVino di La rivoluzione può iniziare anche dai Tajarin: intervista a Mauro Musso &#171; La stanza del vino</title>
		<link>http://www.viniveri.net/vinovinovino/comment-page-1#comment-274</link>
		<dc:creator>La rivoluzione può iniziare anche dai Tajarin: intervista a Mauro Musso &#171; La stanza del vino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 21:35:29 +0000</pubDate>
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		<description>[...] visto che sei un assiduo frequentatore di VinoVinoVino, la manifestazione di Cerea del Consorzio Vini Veri, come giudichi la situazione attuale dei “Vini Naturali”? Non ritieni proditoria questa [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] visto che sei un assiduo frequentatore di VinoVinoVino, la manifestazione di Cerea del Consorzio Vini Veri, come giudichi la situazione attuale dei “Vini Naturali”? Non ritieni proditoria questa [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Intervista a Giuseppe Rinaldi di giovanni scarfone</title>
		<link>http://www.viniveri.net/intervista-a-giuseppe-rinaldi/comment-page-1#comment-250</link>
		<dc:creator>giovanni scarfone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 08:45:35 +0000</pubDate>
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		<description>Lo avevo già letto tempo fa, oggi lo rileggo... e lo condivido sempre di più. Quello che scrive il grande Beppe è un discorso da condividere e da portare avanti con forza,  dovremmo fare qualcosa perchè gli artigiani del vino vengano tutelati e non vessati da leggi stupide. ma singolarmente non ci riusciremo mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo avevo già letto tempo fa, oggi lo rileggo&#8230; e lo condivido sempre di più. Quello che scrive il grande Beppe è un discorso da condividere e da portare avanti con forza,  dovremmo fare qualcosa perchè gli artigiani del vino vengano tutelati e non vessati da leggi stupide. ma singolarmente non ci riusciremo mai.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Lettera di Giovanna Morganti di Kostenlose Duschkabinen</title>
		<link>http://www.viniveri.net/articolo-di-giovanna-morganti/comment-page-1#comment-218</link>
		<dc:creator>Kostenlose Duschkabinen</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 04:30:20 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Blogging about...&lt;/strong&gt;

[...]I don’t usually recommend other online websites but I will break my trend for this[...]...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Blogging about&#8230;</strong></p>
<p>[...]I don’t usually recommend other online websites but I will break my trend for this[...]&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Arrivare in treno di VinoVinoVino 2012 &#8211; 24, 25 e 26 Marzo 2012</title>
		<link>http://www.viniveri.net/vinovinovino/come-arrivare-in-treno/comment-page-1#comment-217</link>
		<dc:creator>VinoVinoVino 2012 &#8211; 24, 25 e 26 Marzo 2012</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 10:24:25 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Come arrivare in treno [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Come arrivare in treno [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su VinoVinoVino 2012, perché ancora a Cerea! di massavecchia</title>
		<link>http://www.viniveri.net/vinovinovino-2012-perche-ancora-a-cerea/comment-page-1#comment-215</link>
		<dc:creator>massavecchia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 14:24:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.viniveri.net/?p=1719#comment-215</guid>
		<description>Qualche giorno fa mi è capitato di parlare con Mattia, dell&#039;azienda la Cerreta, che fa parte del gruppo Renaissance.
Entrambi siamo produttori &quot;di seconda generazione&quot;:le rispetive aziende sono state fondate dai padri, i quali sono stati pionieri del movimento e hanno vissuto in prima persona le dinamiche che hanno visto prima la nascita e poi le varie scissioni del movimento stesso.
Questa nostra posizione comune ci ha fatto riflettere su come, ai nostri occhi, molti diverbi e molte incomprensioni attuali siano cristallizzate agli anni scorsi, incollate insomma a vecchi dissapori mai superati.
Entrambi, seppur appartenenti a gruppi diversi, abbiamo la stessa percezione di come la comunicazione tra noi produttori sia tanto fondamentale, quanto preclusa dai preconcetti che si sono stratificati negli anni.
La carenza di comunicazione, e adesso parlo per me, ha portato al &quot;putiferio&quot; a cui stiamo assistendo, a non capirsi più, ad andare ciascuno nella direzione che gli pare, senza discutere, senza consultarsi con gli altri..e questo succede anche tra membri dello stesso gruppo!
Eppure la condivisione di informazioni, le idee per cui lottare, l&#039;orgoglio delle nostre convinzioni sono tutte cose che ci legano saldamente..perchè concentrarsi sulle piccole diversità? e mentre cerchiamo in tutti i modi i pretesti per litigare, il mondo gira..le leggi cambiano (non certo a nostro favore), la burocrazia dilaga, l&#039;industria chimica inaugura nuovi prodotti &quot;permessi in agricoltura biologica&quot;..e noi non ci siamo!
ci sentiamo soli nelle decisioni che prendiamo tutti i giorni -decisioni che fanno la differenza- quando in realtà basta alzare il telefono, mandare una mail...
ci sono tante cose che possiamo e dobbiamo fare insieme: insieme perchè da soli si conta come1, cioè nulla!
invito ciascuno a alzare il telefono e parlare con il produttore più vicino a sè. è un momento di grande confuzione e forse consultarsi con chi ci è vicino è più utile di tanti se e tanti perchè...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi è capitato di parlare con Mattia, dell&#8217;azienda la Cerreta, che fa parte del gruppo Renaissance.<br />
Entrambi siamo produttori &#8220;di seconda generazione&#8221;:le rispetive aziende sono state fondate dai padri, i quali sono stati pionieri del movimento e hanno vissuto in prima persona le dinamiche che hanno visto prima la nascita e poi le varie scissioni del movimento stesso.<br />
Questa nostra posizione comune ci ha fatto riflettere su come, ai nostri occhi, molti diverbi e molte incomprensioni attuali siano cristallizzate agli anni scorsi, incollate insomma a vecchi dissapori mai superati.<br />
Entrambi, seppur appartenenti a gruppi diversi, abbiamo la stessa percezione di come la comunicazione tra noi produttori sia tanto fondamentale, quanto preclusa dai preconcetti che si sono stratificati negli anni.<br />
La carenza di comunicazione, e adesso parlo per me, ha portato al &#8220;putiferio&#8221; a cui stiamo assistendo, a non capirsi più, ad andare ciascuno nella direzione che gli pare, senza discutere, senza consultarsi con gli altri..e questo succede anche tra membri dello stesso gruppo!<br />
Eppure la condivisione di informazioni, le idee per cui lottare, l&#8217;orgoglio delle nostre convinzioni sono tutte cose che ci legano saldamente..perchè concentrarsi sulle piccole diversità? e mentre cerchiamo in tutti i modi i pretesti per litigare, il mondo gira..le leggi cambiano (non certo a nostro favore), la burocrazia dilaga, l&#8217;industria chimica inaugura nuovi prodotti &#8220;permessi in agricoltura biologica&#8221;..e noi non ci siamo!<br />
ci sentiamo soli nelle decisioni che prendiamo tutti i giorni -decisioni che fanno la differenza- quando in realtà basta alzare il telefono, mandare una mail&#8230;<br />
ci sono tante cose che possiamo e dobbiamo fare insieme: insieme perchè da soli si conta come1, cioè nulla!<br />
invito ciascuno a alzare il telefono e parlare con il produttore più vicino a sè. è un momento di grande confuzione e forse consultarsi con chi ci è vicino è più utile di tanti se e tanti perchè&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;idea comune di massavecchia</title>
		<link>http://www.viniveri.net/unidea-comune/comment-page-1#comment-214</link>
		<dc:creator>massavecchia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 15:21:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.viniveri.net/?p=967#comment-214</guid>
		<description>cara marta, grazie per il tuo contributo!
finalmente questo blog potrebbe cominciare a funzionare.
per il momento non c&#039;è ancora un topic dedicato a quello che sta succedendo in questi giorni, ma penso proprio che a breve provvederemo. nel frattempo questo può andare benissimo.
quello che tu dici mi trova pienamente d&#039;accordo prima di tutto sulla necessità di aprire un luogo di discussione tra produttori appropriato e cioè lontano dai blog giornalistici. questo sia perchè la questione è seria e le cose dette o scritte in un contesto non appropriato rischiano quantomeno di essere fraintese, sia perchè è nostra responsabilità fare chiarezza(&quot;nostra&quot; inquanto produttori e inquanto facenti parte del consorzio vini veri, una delle parti chiamate in causa da questi avvenimenti). trovo che stare in silenzio a questo punto vuol dire non solo non prendersi le proprie responsabilità, ma anche mettere la testa sotto la sabbia. Vini Veri è un punto di riferimento per i produttori naturali e in quanto tale ha la responsabilità di fare luce sulla propria visione degli avvenimenti di questi giorni. 
quindi, come ha già fatto Augusto in una mail e come ha fatto anche Giampiero in un&#039;altra, io propongo di prendere in mano la situazione e portare la discussione in casa nostra. di fatto lo stiamo già facendo.
per quello che riguarda la questione in sè, credo che la pensiamo tutti nello stesso modo. io trovo che siano state usate tante parole che tutti condividono come &quot;unificare il movimento&quot; o come &quot;zona neutra&quot; e poi si sia agito nel modo esattamente opposto. ecco perchè: 
. unificare il movimento con solo 111 posti a disposizione, a fronte di più o meno 300 produttori è una contraddizione in termini;
. soprattutto, il contesto del Vinitaly non è certo una zona neutra: in un periodo in cui tutti i produttori industriali hanno almeno un &quot;ettarino&quot; di vigna in biologico o biodonamico perchè va di moda, la partecipazione di piccoli produttori naturali mi sa molto di specchietto per le allodole, un modo per legittimare l&#039;onda modaiola.
per questo motivo penso che avere e difendere una manifestazione fatta dai produttori naturali per i produttori naturali sia eticamente l&#039;unica cosa giusta.la location non è importante, ma il contesto è fondamentale. vorrei che rimanessimo liberi.
grazie e a presto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara marta, grazie per il tuo contributo!<br />
finalmente questo blog potrebbe cominciare a funzionare.<br />
per il momento non c&#8217;è ancora un topic dedicato a quello che sta succedendo in questi giorni, ma penso proprio che a breve provvederemo. nel frattempo questo può andare benissimo.<br />
quello che tu dici mi trova pienamente d&#8217;accordo prima di tutto sulla necessità di aprire un luogo di discussione tra produttori appropriato e cioè lontano dai blog giornalistici. questo sia perchè la questione è seria e le cose dette o scritte in un contesto non appropriato rischiano quantomeno di essere fraintese, sia perchè è nostra responsabilità fare chiarezza(&#8220;nostra&#8221; inquanto produttori e inquanto facenti parte del consorzio vini veri, una delle parti chiamate in causa da questi avvenimenti). trovo che stare in silenzio a questo punto vuol dire non solo non prendersi le proprie responsabilità, ma anche mettere la testa sotto la sabbia. Vini Veri è un punto di riferimento per i produttori naturali e in quanto tale ha la responsabilità di fare luce sulla propria visione degli avvenimenti di questi giorni.<br />
quindi, come ha già fatto Augusto in una mail e come ha fatto anche Giampiero in un&#8217;altra, io propongo di prendere in mano la situazione e portare la discussione in casa nostra. di fatto lo stiamo già facendo.<br />
per quello che riguarda la questione in sè, credo che la pensiamo tutti nello stesso modo. io trovo che siano state usate tante parole che tutti condividono come &#8220;unificare il movimento&#8221; o come &#8220;zona neutra&#8221; e poi si sia agito nel modo esattamente opposto. ecco perchè:<br />
. unificare il movimento con solo 111 posti a disposizione, a fronte di più o meno 300 produttori è una contraddizione in termini;<br />
. soprattutto, il contesto del Vinitaly non è certo una zona neutra: in un periodo in cui tutti i produttori industriali hanno almeno un &#8220;ettarino&#8221; di vigna in biologico o biodonamico perchè va di moda, la partecipazione di piccoli produttori naturali mi sa molto di specchietto per le allodole, un modo per legittimare l&#8217;onda modaiola.<br />
per questo motivo penso che avere e difendere una manifestazione fatta dai produttori naturali per i produttori naturali sia eticamente l&#8217;unica cosa giusta.la location non è importante, ma il contesto è fondamentale. vorrei che rimanessimo liberi.<br />
grazie e a presto!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;idea comune di GRinaldi</title>
		<link>http://www.viniveri.net/unidea-comune/comment-page-1#comment-213</link>
		<dc:creator>GRinaldi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 13:49:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.viniveri.net/?p=967#comment-213</guid>
		<description>un saluto a chi legge, da marta!

qui sul blog pensavo di trovare un area di discussione a riguardo dell &quot;esodo&quot; di un certo numero di produttori al vinitaly

non trovandolo, scrivo qui!

per prima cosa considerero inopportuno, spiacevole e davvero distruttivo l&#039;atteggiamento che alcuni vignaioli stanno tenendo, ed ossia di dare in pasto al giornalismo del vino le personali considerazioni , e i perchè, della scelta sulla propria partecipazione a quella, o altra fiera.

d&#039;altro canto ritengo sia necessario che il nostro consorzio, con una sola voce che rappresenti un&#039;idea comune, ribatta pubblicamente alla lettera di Ferrua e altri, dai pietosi contenuti.

da ciò che abbiamo letto su quel documento e dall&#039;atteggiamento di tanti produttori, traspare in modo inequivocabile che le tanto sbandierate identità ed etiche comuni, sono state purtroppo parole al vento.  

rincarerei la dose a coloro che scrivono ed esortano  &quot;un nuovo percorso che parta dalla base&quot;, ribattendo che prima di sminuire e calpestare un già realizzato cammino del quale preziosi frutti son stati comunque raccolti, avrebbero dovuto investire le loro energie ed idee nella progettualità già intrapresa.

elementi ulteriormente disgreganti non faranno che nuocere a tutti.
e un mea culpa, sempre a parer mio, andrebbe fatto per non aver perseguito con ancor più decisione il tentativo di riunire i vignaioli di cerea e villa favorita, per lo meno in un unico spazio, con tutte i positivi risvolti del caso.

detto questo, ciò che accade credo vada considerato come un punto di rottura in un gruppo fin ora apparentemente compatto.

tendere la mano all&#039;ente fiera di verona sotto il cappello della naturalità, è stridente ambiguo e paradossale. 
credo sia un brutto passo falso, che forse avrà ripercussioni negative su quanto (faticosamente) creato.

in ultimo, a dimostrazione della nostra serietà e coerenza:
che si continui a fare la  manifestazione &quot;principale&quot;,  anche non a  cerea, se diventa uno spazio sovradimensionato... in quel periodo o in un altro...che si arricchisca l&#039;attività del gruppo anche fuori della stessa, che si valuti con rigore chi prende parte al nostro percorso.

un saluto

marta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un saluto a chi legge, da marta!</p>
<p>qui sul blog pensavo di trovare un area di discussione a riguardo dell &#8220;esodo&#8221; di un certo numero di produttori al vinitaly</p>
<p>non trovandolo, scrivo qui!</p>
<p>per prima cosa considerero inopportuno, spiacevole e davvero distruttivo l&#8217;atteggiamento che alcuni vignaioli stanno tenendo, ed ossia di dare in pasto al giornalismo del vino le personali considerazioni , e i perchè, della scelta sulla propria partecipazione a quella, o altra fiera.</p>
<p>d&#8217;altro canto ritengo sia necessario che il nostro consorzio, con una sola voce che rappresenti un&#8217;idea comune, ribatta pubblicamente alla lettera di Ferrua e altri, dai pietosi contenuti.</p>
<p>da ciò che abbiamo letto su quel documento e dall&#8217;atteggiamento di tanti produttori, traspare in modo inequivocabile che le tanto sbandierate identità ed etiche comuni, sono state purtroppo parole al vento.  </p>
<p>rincarerei la dose a coloro che scrivono ed esortano  &#8220;un nuovo percorso che parta dalla base&#8221;, ribattendo che prima di sminuire e calpestare un già realizzato cammino del quale preziosi frutti son stati comunque raccolti, avrebbero dovuto investire le loro energie ed idee nella progettualità già intrapresa.</p>
<p>elementi ulteriormente disgreganti non faranno che nuocere a tutti.<br />
e un mea culpa, sempre a parer mio, andrebbe fatto per non aver perseguito con ancor più decisione il tentativo di riunire i vignaioli di cerea e villa favorita, per lo meno in un unico spazio, con tutte i positivi risvolti del caso.</p>
<p>detto questo, ciò che accade credo vada considerato come un punto di rottura in un gruppo fin ora apparentemente compatto.</p>
<p>tendere la mano all&#8217;ente fiera di verona sotto il cappello della naturalità, è stridente ambiguo e paradossale.<br />
credo sia un brutto passo falso, che forse avrà ripercussioni negative su quanto (faticosamente) creato.</p>
<p>in ultimo, a dimostrazione della nostra serietà e coerenza:<br />
che si continui a fare la  manifestazione &#8220;principale&#8221;,  anche non a  cerea, se diventa uno spazio sovradimensionato&#8230; in quel periodo o in un altro&#8230;che si arricchisca l&#8217;attività del gruppo anche fuori della stessa, che si valuti con rigore chi prende parte al nostro percorso.</p>
<p>un saluto</p>
<p>marta</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su VinoVinoVino di Di quà e di là. &#124; enoiche illusioni</title>
		<link>http://www.viniveri.net/vinovinovino/comment-page-1#comment-211</link>
		<dc:creator>Di quà e di là. &#124; enoiche illusioni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 19:03:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/viniveri/ta/vinovinovino#comment-211</guid>
		<description>[...] VinoVinoVino, AreaExp La Fabbrica, Cerea (Vr) &#8211; Sabato 24, domenica 25 e lunedi 26 marzo 2012  VinNatur, Villa Favorita, Sarego (VI) &#8211; Domenica 25 e lunedì 26 marzo 2012  Vinitaly, Fiera di Verona &#8211; Domenica 25, lunedì 26, martedì 27, giovedì 28 marzo 2012    Scritto da Jacopo Cossater &#124; Pubblicato in Parlo da solo &#124;  Tag: Vini naturali, Vinitaly 2012, VinNatur, VinoVinoVino &#124; Commenta   &#171; Lo sfuso di Valentini [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] VinoVinoVino, AreaExp La Fabbrica, Cerea (Vr) &#8211; Sabato 24, domenica 25 e lunedi 26 marzo 2012  VinNatur, Villa Favorita, Sarego (VI) &#8211; Domenica 25 e lunedì 26 marzo 2012  Vinitaly, Fiera di Verona &#8211; Domenica 25, lunedì 26, martedì 27, giovedì 28 marzo 2012    Scritto da Jacopo Cossater | Pubblicato in Parlo da solo |  Tag: Vini naturali, Vinitaly 2012, VinNatur, VinoVinoVino | Commenta   &laquo; Lo sfuso di Valentini [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Che cosa vuol dire &#8220;Vino Naturale&#8221;? di praesidium</title>
		<link>http://www.viniveri.net/che-cosa-vuol-dire-vino-naturale/comment-page-1#comment-183</link>
		<dc:creator>praesidium</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 14:43:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.viniveri.net/?p=950#comment-183</guid>
		<description>Purtroppo il mondo del vino è assai complesso e spesso contraddittorio. Quante volte ci siamo chiesti come sia possibile, per un’azienda che produce un enorme numero di bottiglie (100-200-300-400 mila…ed anche molto di più) condurre una coltivazione biologica e biodinamica delle vigne. Sono sempre più numerose le aziende di grandi dimensioni che si convertono a tale tipo di coltivazione. Ci auguriamo che sia tutto condotto a regola d’arte, ma siamo molto scettici.
E sono numerose anche quelle aziende che, grazie ad enormi capitali a loro disposizione, vengono messe in piedi da un giorno all’altro, e subito a coltivazione biologica e biodinamica, portate avanti da un equipe di professionisti fino ad allora estranei al luogo di produzione. Dove è finita la figura dell’agricoltore? Sono perfettamente d’accordo con Gianmarco. Nel vino si ritrova in primo luogo l’anima della terra intesa da un punto vista biologico, ed intesa come flora e fauna, in secondo luogo  nel vino si ritrova l’anima di un territorio, inteso come comunità rurale, a cominciare dall’agricoltore e dalle persone che con lui collaborano, ai quali stanno a cuore il rispetto delle tradizioni, e per i quali la sanità e la qualità del vino rimangono gli obiettivi principali, non subordinati al profitto, come succede per altre realtà.
Per noi il concetto di vino naturale è legato ai nomi di Attilio e Michele che con il loro lavoro manuale ci aiutano a rimuovere le erbacce sotto ciascuna vite, utilizzando la zappa, esattamente come facevano i nostri bisnonni ed a molti altri nomi fra i quali quelli di Francesca e Doina per l’aiuto nelle operazioni di sfemminellatura, diradamento e potatura verde in generale.
Ogni volta ci auguriamo che sempre più numerosi i nostri clienti vengano a farci visita nel mese di Aprile e nei mesi successivi. Ma come fare a comunicare il nostro modo di intendere il lavoro e la vita a coloro che non ci conoscono e che non hanno la possibilità di venirci a trovare? Il vino stesso è il primo a parlare, è il protagonista. L’idea di Augusto secondo cui il vino risponde ai propri sogni ed alla propria coscienza è giusta e meravigliosa… ma proviamo a metterci dalla parte del consumatore. Anche noi, in altri campi, siamo noi stessi dei consumatori. Durante la fiera diversi visitatori ci hanno chiesto se la nostra azienda   fosse biologica o biodinamica: sono rimasti delusi ed un po’ stizziti dalla nostra risposta (non siamo né l’uno, né l’altro). Si aspettavano che tutti i presenti in sala fossero l’uno o l’altro. Credo che una certificazione od un’autocertificazione non esaurisca il concetto di vino naturale, e non potrebbe mai farlo, ma costituisca almeno un punto di partenza per il consumatore verso la conoscenza di un’azienda dalla quale ci si aspetta un vino sano. Un primo passo verso una comunicazione più chiara ed una presa di responsabilità personale, potrebbe essere quello di riportare su una retro etichetta (fra l’altro molti già lo fanno) i parametri principali per i quali il vino si contraddistingue come vino naturale: contenuto di SO2, esclusione di alcune pratiche troppo manipolatrici, esclusione di diserbanti, etc…Però un sistema di controllo è necessario ed uno di tipo super-partes  sarebbe  preferibile ad un’autocertificazione. Il problema è a chi affidare i controlli. Quella del patrocinio è un’idea da tenere in considerazione, da non escludere, anche se credo forse poco praticabile visto il grande numero di aziende che generalmente partecipano alle nostre manifestazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo il mondo del vino è assai complesso e spesso contraddittorio. Quante volte ci siamo chiesti come sia possibile, per un’azienda che produce un enorme numero di bottiglie (100-200-300-400 mila…ed anche molto di più) condurre una coltivazione biologica e biodinamica delle vigne. Sono sempre più numerose le aziende di grandi dimensioni che si convertono a tale tipo di coltivazione. Ci auguriamo che sia tutto condotto a regola d’arte, ma siamo molto scettici.<br />
E sono numerose anche quelle aziende che, grazie ad enormi capitali a loro disposizione, vengono messe in piedi da un giorno all’altro, e subito a coltivazione biologica e biodinamica, portate avanti da un equipe di professionisti fino ad allora estranei al luogo di produzione. Dove è finita la figura dell’agricoltore? Sono perfettamente d’accordo con Gianmarco. Nel vino si ritrova in primo luogo l’anima della terra intesa da un punto vista biologico, ed intesa come flora e fauna, in secondo luogo  nel vino si ritrova l’anima di un territorio, inteso come comunità rurale, a cominciare dall’agricoltore e dalle persone che con lui collaborano, ai quali stanno a cuore il rispetto delle tradizioni, e per i quali la sanità e la qualità del vino rimangono gli obiettivi principali, non subordinati al profitto, come succede per altre realtà.<br />
Per noi il concetto di vino naturale è legato ai nomi di Attilio e Michele che con il loro lavoro manuale ci aiutano a rimuovere le erbacce sotto ciascuna vite, utilizzando la zappa, esattamente come facevano i nostri bisnonni ed a molti altri nomi fra i quali quelli di Francesca e Doina per l’aiuto nelle operazioni di sfemminellatura, diradamento e potatura verde in generale.<br />
Ogni volta ci auguriamo che sempre più numerosi i nostri clienti vengano a farci visita nel mese di Aprile e nei mesi successivi. Ma come fare a comunicare il nostro modo di intendere il lavoro e la vita a coloro che non ci conoscono e che non hanno la possibilità di venirci a trovare? Il vino stesso è il primo a parlare, è il protagonista. L’idea di Augusto secondo cui il vino risponde ai propri sogni ed alla propria coscienza è giusta e meravigliosa… ma proviamo a metterci dalla parte del consumatore. Anche noi, in altri campi, siamo noi stessi dei consumatori. Durante la fiera diversi visitatori ci hanno chiesto se la nostra azienda   fosse biologica o biodinamica: sono rimasti delusi ed un po’ stizziti dalla nostra risposta (non siamo né l’uno, né l’altro). Si aspettavano che tutti i presenti in sala fossero l’uno o l’altro. Credo che una certificazione od un’autocertificazione non esaurisca il concetto di vino naturale, e non potrebbe mai farlo, ma costituisca almeno un punto di partenza per il consumatore verso la conoscenza di un’azienda dalla quale ci si aspetta un vino sano. Un primo passo verso una comunicazione più chiara ed una presa di responsabilità personale, potrebbe essere quello di riportare su una retro etichetta (fra l’altro molti già lo fanno) i parametri principali per i quali il vino si contraddistingue come vino naturale: contenuto di SO2, esclusione di alcune pratiche troppo manipolatrici, esclusione di diserbanti, etc…Però un sistema di controllo è necessario ed uno di tipo super-partes  sarebbe  preferibile ad un’autocertificazione. Il problema è a chi affidare i controlli. Quella del patrocinio è un’idea da tenere in considerazione, da non escludere, anche se credo forse poco praticabile visto il grande numero di aziende che generalmente partecipano alle nostre manifestazioni.</p>
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