La Storia

Nella seconda metà del 1800, la famiglia livornese dei conti Corinaldi, decise di intraprendere su larga scala l’attività vitivinicola da sempre praticata sulla collina di Lispida. Ampliando le preesistenti strutture di un monastero risalente al XIII° secolo, edificarono l’ attuale cantina, composta da nove campate , la più lunga delle quali misura 55 metri. Con una capacità potenziale di 30.000 ettolitri è fra le più grandi cantine storiche del Veneto. I soffitti e i pavimenti, costruiti facendo uso di mattoni non intonacati e di pietra locale (trachite), permettono di mantenere una temperatura inferiore ai 18 gradi anche nelle calde giornate estive e assicurano un’umidità ottimale (80%) per la fermentazione, la conservazione e l’invecchiamento dei vini. Nella due campate destinate a bottaia vi sono botti in rovere da 20, 30 e 50 ettolitri , dove vengono conservati i vini rossi e bianchi per un periodo che varia da 3 a 4 anni ; al termine dell’ affinamento in botte, i vini vengono imbottigliati per affrontare un ulteriore periodo di affinamento prima della vendita. Nella tinaia, in grandi tini di legno da 30 e 50 ettolitri, avviene la fermentazione dei vini rossi e parte di quella dei bianchi. A fianco si trovano le anfore in terracotta, recipienti interrati dove avviene la fermentazione e l’affinamento di “Amphora”, il primo vino italiano prodotto rispettando in modo fedele le pratiche arcaiche di vinificazione in uso presso l’antica Roma sino al III sec. dopo Cristo.

I vigneti

Seguire i cicli della vite nel calore intenso dell’estate e nella luce limpida di settembre, durante la fioritura e nel lungo periodo del suo riposo invernale, insegna che ogni azione compiuta dall’uomo altera il naturale equilibrio del suolo e deve perciò essere ridotta all’essenziale. Nei vigneti non viene effettuata alcuna lavorazione del terreno, non si fa uso di diserbanti chimici e di concimi. L’erba che cresce nei filari viene falciata e lasciata sul posto, e nell’azienda sono stati distribuiti quasi 100 nidi , dove uccelli, insetti e pispistrelli trovano rifugio, accompagnando la crescita e la maturazione delle uve. Il terreno non viene sottoposto a nessun trattamento, non si utilizzano diserbanti e fertilizzanti. Per i trattamenti estivi si fa uso di propoli grezza delle api e tra i filari vengono disposti attrattivi feromonici , in modo da distrurbare l’accoppiamento di insetti nocivi.

I  vini

Il lavoro in cantina segue i ritmi e le pratiche di vinificazione di un tempo: l’uva fermenta in tini di legno aperti o in anfore di terracotta sepolte, senza aggiunta di lieviti selezionati e senza alcun controllo della temperatura, e il mosto rimane a contatto con le bucce per alcuni mesi. Non vi è più distinzione fra il modo di vinificare uve bianche e rosse: entrambi i vini acquistano sostanza e longevità grazie alla prolungata macerazione. In seguito non serve intervenire se non per operare i necessari travasi, e, dopo almeno tre anni, l’imbottigliamento di entrambi i vini si compie senza filtrazione e chiarifiche, seguendo le fasi lunari.
Il prodotto che si ottiene risulta ricco delle sostanze originarie del frutto, conserva le sue proprietà a lungo e continua a rivelare nel tempo le caratteristiche tipiche delle uve da cui deriva.