Cappellano
Sul finire degli anni ‘60 Teobaldo Cappellano, che era nato e cresciuto in Eritrea, arrivò a Serralunga, e dopo aver riconquistato il marchio Cappellano, ripartì da zero. Non più in centro al paese, con non poche fatiche, ricostruì l’azienda, nella struttura e nell’immagine. Dimensioni ben più piccole, grandissima qualità. E, ovviamente, il Barolo Chinato. Anarchico, sognatore, testone e anticonformista. La sua lotta non fu solo per la cantina, ma anche per la zona del Barolo, impegnandosi attivamente nel Comune di Serralunga, all’interno del Consorzio, e come presidente dell’Enoteca Regionale del Barolo.
Non usiamo diserbanti o disseccanti, e trattiamo le viti solo con prodotti ammessi dall’agricoltura biologica certificata. Potatura, spollonatura vengono effettuate a mano, da noi, senza l’ausilio di cooperative.
La cantina è il naturale proseguo della nostra filosofia naturale (scusate il gioco di parole).
Per le fermentazioni concediamo ai lieviti indigeni il tempo che è loro necessario, affinché portino a termine il loro lavoro. Loro, aiutati da una modica quantità di solforosa, sanno cosa devono fare. Stesso discorso per i batteri della malolattica.
Il vino è un alimento complesso, vivo. E’ per questa ragione che qui in cantina non subisce filtrazioni che lo impoverirebbe di elementi importanti, fino a renderlo sterile.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da admin il 20 febbraio 2011 alle 00:01, ed è archiviato come Soci. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Sia i commenti sia i ping sono disattivati. |
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